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RISERVA NATURALE E OASI WWF LAGO DI BURANO -

Str. Litoranea, 35 - 58011 Capalbio Scalo (GR) - Tel. 0564.898829 -

e-mail: lagodiburano@wwf.it Facebook:www.facebook.com/le.o.maremma

www.wwf.it/oasi/toscana

 

La storia

La storia di Burano è anche la storia dei primi passi del WWF in Italia; istituita nel 1967 attraverso la collaborazione con la proprietà  Società Sacra SpA, rappresenta una delle prime oasi dell’Associazione. on D.M. del 1977, il Lago di Burano è stato classificato Zona Umida di importanza internazionale in base alla Convenzione di Ramsar; dal 1980 è diventata Riserva Naturale dello Stato e la sua gestione è affidata al WWF. Situata nella Maremma meridionale tra Ansedonia e Chiarone nel comune di Capalbio, in provincia di Grosseto, si estende per circa 410 ettari, più altri 600 sottratti all’attività venatoria.

 

 

Flora e fauna

Il lago rappresenta uno stagno costiero salmastro, collegato con il mare attraverso un canale parzialmente artificiale, Il bacino è alimentato dalle acque dei tre maggiori canali di bonifica presenti nell’area compresa tra il Chiarone, Ansedonia e il lago artificiale di San Floriano. La Riserva raccoglie tutti gli ambienti naturali tipici della Maremma, a cominciare dal litorale, che si estende ancora integro per 12 chilometri con la vegetazione pioniera caratteristica della spiaggia sabbiosa; subito a ridosso s’innalza la duna (o tombolo), ricoperta da una fascia a macchia mediterranea, che consolida il terreno e che ripara dal vento di mare il lembo residuo della foresta sempreverde mediterranea. La vegetazione palustre in gran parte a canneto circonda lo stagno retrodunale; a ponente del lago, dalle acque salmastre e la cui salinità varia sensibilmente a seconda delle stagioni, si estendono ampi prati temporaneamente allagati e, a ridosso della fascia palustre, estesi campi coltivati e pascoli, delimitati da canali di raccolta delle acque.

La scena è dominata, dall’autunno alla primavera, da numerose specie di uccelli acquatici; Burano infatti accoglie decine di migliaia di svernanti, di diverse specie, in particolare di Anatidi. Le anatre di superficie frequentano le acque più basse vicino ai canneti e sono tutte presenti: codoni, fischioni, mestoloni, alzavole, germani reali, che nidificano, e la marzaiola che trova a Burano un importante sito migratorio. Le zone centrali del lago, dove l’acqua è più profonda, sono invece frequentate dalle anatre tuffatrici, come le morette e i moriglioni, ed anche da specie rare come il quattrocchi, lo smergo minore e l’orco marino, oltre agli svassi. La folaga è presente con circa 12.000 individui; comune è anche il cormorano.

 

 

Nelle stagioni fredde sono ospiti le oche selvatiche e le gru,  che trovano riparo tra i chiari e cibo nei campi; numerosi anche

i gabbiani e sterne, come il beccapesci e la sterna comune. E’ presente anche l’airone cenerino e l’airone bianco maggiore, mentre nel folto del canneto si mimetizzano il tarabuso ed il più piccolo tarabusino, che giunge in primavera per nidificare, oltre che molti passeriformi. Inoltre,tra i rapaci il più diffuso è il falco di palude, ma è possibile osservare anche il falco pescatore, il falco della regina, la poiana, il gheppio, lo sparviero, il lodolaio, il pellegrino, le aquile anatraie e altri ancora.. Nella macchia e tra le radure sabbiose della duna vivono molti mammiferi ( istrice, tasso, coniglio selvatico, puzzola, riccio, faina, volpe, donnola),.  e  rettili, frequenti quali la testuggine terrestre e quella palustre. Infine, gli insetti sono presenti con due rarità ed endemismi, come il coleottero Ceratophius rossii e la farfalla notturna Lelia coenosa. Importante anche la presenza del raro coleottero Eurynebria complanata, tipico della spiaggia.

 

 

Come arrivare: uscire dalla SS1 Aurelia al Km 133 per Marina di Capalbio, via di Macchiatonda e poi immettersi nella Strada Litoranea in direzione sud, seguendo le indicazioni per l’Oasi.

In treno: Stazione di Capalbio Scalo, a 250 mt dal Centro visite.

 

 

 

 

    Scarica il depliant del lago di Burano in formato PDF:

depliant-burano.pdf