Le Oasi WWF producono cibo biologico di alta qualità

  • Pubblicato il 3 novembre 2015

 

Terre dell’Oasi: quando l’agricoltura è al servizio della biodiversità       

 

In passato, quando si pensava all’agricoltura, si era portati ad associare tale attività alla sola produzione di cibo. E’ anche per colpa di questa visione miope che, negli ultimi 50 anni, abbiamo assistito all’aumento delle tecniche di coltivazione intensiva e ad un maggior utilizzo di sostanze chimiche, che hanno causato il degrado del suolo, la modificazione degli habitat e una perdita di biodiversità.

Il WWF, in particolare nelle proprie Oasi a vocazione agricola, si è reso protagonista e promotore di una visione sostenibile dell’agricoltura.

“L'ambiente rurale è uno spazio di vita nel quale flora, fauna, habitat e attività agricole si sviluppano in maniera interdipendente, creando una vera e propria simbiosi: il mantenimento di alcune specie ed ecosistemi dipende dalla continuazione di determinate attività agricole, e l'agricoltura stessa beneficia della diversità biologica” ci ha spiegato Fabio Cianchi, direttore dell’Oasi della Laguna di Orbetello. “Nella nostra Oasi già da molti anni c’era la volontà di creare un’area agricola produttiva, per dimostrare come l’agricoltura potesse essere uno strumento per incrementare la biodiversità”.

La nascita del progetto Terre dell’Oasi ha offerto tale l’opportunità. Sono così stati individuati circa 40 ettari di terreno dove oggi viene coltivato il “Senatore Cappelli”, una varietà antica di grano duro che andava scomparendo e che invece è oggi sempre più apprezzata per le sue caratteristiche di elevata digeribilità.

“Oltre ai vantaggi economici, la produzione del grano ha determinato molti altri benefici ambientali, soprattutto in termini di incremento della biodiversità. Abbiamo assistito ad un aumento dell’avifauna, con una maggiore presenza delle allodole, delle cappellacce, delle pavoncelle e delle anatre, ma anche delle farfalle e di numerosi altri insetti legati al ciclo delle colture. E si incominciano a vedere anche i primi fiori spontanei come il fiordaliso o il gittaione, tipici dei campi coltivati a cereali”.

Questa è la dimostrazione che ci consente di affermare che Terre dell’Oasi, il cui obiettivo è valorizzare e replicare in altre aree esperienze come quella di Orbetello, non consiste in un semplice attività di produzione agricola, ma in un più complesso progetto di conservazione, in grado di favorire l’incremento della biodiversità e della qualità ambientale delle aree rurali.